I professionisti del Web, gli esperti di Web Marketing, i Webbete…dovrebbero sentirsi chiamati in causa necessariamente quando si leggono dati del genere:

– 1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale
– I disturbi dello spettro ADHD (deficit di attenzione/iperattività) sono aumentati del 43%
– Fra gli adolescenti, la depressione è aumentata del 37%
– Nei ragazzi tra i 10 e i 14 anni, i suicidi sono aumentati del 200%. (fonte yourot.com)

Io non so ancora cosa sono in realtà…se una Seo, una Project Manager o magari una Webbete, ma sono una Mamma a stretto contatto con il Web e la tecnologia. E non posso leggere quelle percentuali senza pensare ai MIEI e ai VOSTRI figli.

Ho iniziato a scrivere dei post non legati direttamente al mio lavoro, ma avevo gli strumenti e la possibilità di poter guardare il Web attraverso gli occhi dei bambini, e questo mi sta portando in un mondo parallelo che mi preoccupa sempre di più.

Blue Whale, challenge varie, il fenomeno delle visualizzazioni di giovani Youtubers,   nomofobia*, mi lasciano letteralmente spiazzata.

Apro una breve parentesi, oramai chi mi segue sa che mi perdo in voli pindarici mentre scrivo, ma l’altro giorno alla riunione con prof e genitori della classe del nano si parlava di una storia vecchia come il mondo: gli zaini troppo pesanti. Per sopperire a questo problema, oggi, possiamo dare loro 1 tablet, perchè su quel tablet possono avere tutti i libri di testo. Ma a questa idea, molti-anzi tutti i genitori presenti hanno cominciato ad opporsi: “è un’idea malsana”, “vuoi mettere sfogliare un libro“, “mio figlio passa già troppe ore attaccato al tablet“, intanto però il problema dello zaino pesante non era risolto ed era, per loro, motivo di stress sia fisico che mentale.
Ecco Manu, quando l’altra sera ti ho detto “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”, volevo dire che quando il progresso ti mostrerà un valido strumento, gli stolti guarderanno un tablet e diranno “si stava meglio quando si stava peggio”!!!!

Quanti di voi hanno letto post beceri sui social del tipo “Noi che andavamo a citofonare gli amici.. noi che invece di stare su Facebook eravamo in cortile”, ma voi cosa che oggi siete dei 40enni dipendenti dai social network, e vi create più profili perchè sperate di avere una doppia vita visto che quella reale vi fa cagare?
Ma voi che esempio date, in questo momento, ai vostri figli? Ecco. Il problema non sono i nostri figli. Il problema siamo noi.

Nell’articolo che ho linkato all’inizio, tra le statistiche inquietanti c’è uno spunto interessante: fornitegli opportunità di “annoiarsi”.
Noi non sappiamo più annoiarci. Noi abbiamo sempre un valido passatempo per ovviare la noia. Noi siamo la causa del disastro delle nuove generazioni.

A volte provo a spiegare il mio punto di vista, come alla riunione coi prof., ma niente. Forse non ci riesco, o forse di stolti che guardano il dito ce ne sono fin troppi. Le nuove generazioni sono molto più intelligenti di noi, ed è un dato di fatto. Avete provato a chiacchierare con un ragazzino di 10-11 anni? Vi ricordate come eravamo noi alla loro età? Vi prego non vi ostinate a non vedere, perchè anche il ragazzo introverso, quello che passa troppo tempo chiuso in camera al pc ha un’apertura mentale che noi non potevamo avere, perchè crescono in ambienti differenti: il loro ambiente esterno è una continua fonte di stimoli.

E noi, poveri stolti (scusate ma questa storia del saggio mi piace troppo) continuiamo a guardare quel cazzo di dito che i nostri figli puntano sul tablet, senza guardare a quello che ci sta offrendo la tecnologia.

Proviamo a fare un passo indietro, perchè l’umiltà ci può far solo bene.
Perchè se quando si è cominiciato di parlare di Blue Whale, la maggior parte di VOI ha cercato di nascondersi gridando alla bufala, mentre ragazzini continuavano (e continuano tuttora) a fare quel gioco mortale!

In questa critica, mi metto in prima fila,  e provo a capire dov’è che stiamo sbagliando.

Non sono una psicologa, nè una mamma modello..ma insieme possiamo imparare.

  • Non lasciamo i nostri figli emotivamente soli, mai.
  • Non lasciamo che i nostri figli diventino apatici..perchè l’apatia (a-pathos, senza emozione) fa male solo a pronunciarla.
  • Non incolpiamo gli smartphone e i tablet, ma noi stessi, e dell’utilizzo che ne facciamo.
  • Non pubblichiamo più le foto dei nostri figli neonati mettendoci – per la privacy-  un emoticon sul visino, ma godiamoci quel momento senza pensare a postare sui social.
  • Non critichiamo più il loro presente, perchè non ne siamo all’altezza…ma proviamo a crescere con loro, ad imparare con loro e ad annoiarci con loro.
  • Non diciamo che si stava meglio negli anni ’80, perchè è una cagata pazzesca (vi ricordo che anche la Nintendo e Sega Mega Drive hanno fatto i loro danni)

Nessuno “nasce imparato” dice mia mamma, meno che mai i genitori digitali.
Ma la vostra saccenza infastidisce anche e soprattutto i vostri figli. Un passo indietro, please.

 

*Secondo l’ente di ricerca britannico Yougov, più di 6 ragazzi su 10 tra i 18 e i 29 anni vanno a letto in compagnia dello smartphone, e oltre la metà degli utenti di telefonia mobile (53%) tendono a manifestare stati d’ansia quando rimane a corto di batteria, di credito o senza copertura di rete

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