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I professionisti del Web, gli esperti di Web Marketing, i Webbete…dovrebbero sentirsi chiamati in causa necessariamente quando si leggono dati del genere:

– 1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale
– I disturbi dello spettro ADHD (deficit di attenzione/iperattività) sono aumentati del 43%
– Fra gli adolescenti, la depressione è aumentata del 37%
– Nei ragazzi tra i 10 e i 14 anni, i suicidi sono aumentati del 200%. (fonte yourot.com)

Io non so ancora cosa sono in realtà…se una Seo, una Project Manager o magari una Webbete, ma sono una Mamma a stretto contatto con il Web e la tecnologia. E non posso leggere quelle percentuali senza pensare ai MIEI e ai VOSTRI figli.

Ho iniziato a scrivere dei post non legati direttamente al mio lavoro, ma avevo gli strumenti e la possibilità di poter guardare il Web attraverso gli occhi dei bambini, e questo mi sta portando in un mondo parallelo che mi preoccupa sempre di più.

Blue Whale, challenge varie, il fenomeno delle visualizzazioni di giovani Youtubers,   nomofobia*, mi lasciano letteralmente spiazzata.

Apro una breve parentesi, oramai chi mi segue sa che mi perdo in voli pindarici mentre scrivo, ma l’altro giorno alla riunione con prof e genitori della classe del nano si parlava di una storia vecchia come il mondo: gli zaini troppo pesanti. Per sopperire a questo problema, oggi, possiamo dare loro 1 tablet, perchè su quel tablet possono avere tutti i libri di testo. Ma a questa idea, molti-anzi tutti i genitori presenti hanno cominciato ad opporsi: “è un’idea malsana”, “vuoi mettere sfogliare un libro“, “mio figlio passa già troppe ore attaccato al tablet“, intanto però il problema dello zaino pesante non era risolto ed era, per loro, motivo di stress sia fisico che mentale.
Ecco Manu, quando l’altra sera ti ho detto “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”, volevo dire che quando il progresso ti mostrerà un valido strumento, gli stolti guarderanno un tablet e diranno “si stava meglio quando si stava peggio”!!!!

Quanti di voi hanno letto post beceri sui social del tipo “Noi che andavamo a citofonare gli amici.. noi che invece di stare su Facebook eravamo in cortile”, ma voi cosa che oggi siete dei 40enni dipendenti dai social network, e vi create più profili perchè sperate di avere una doppia vita visto che quella reale vi fa cagare?
Ma voi che esempio date, in questo momento, ai vostri figli? Ecco. Il problema non sono i nostri figli. Il problema siamo noi.

Nell’articolo che ho linkato all’inizio, tra le statistiche inquietanti c’è uno spunto interessante: fornitegli opportunità di “annoiarsi”.
Noi non sappiamo più annoiarci. Noi abbiamo sempre un valido passatempo per ovviare la noia. Noi siamo la causa del disastro delle nuove generazioni.

A volte provo a spiegare il mio punto di vista, come alla riunione coi prof., ma niente. Forse non ci riesco, o forse di stolti che guardano il dito ce ne sono fin troppi. Le nuove generazioni sono molto più intelligenti di noi, ed è un dato di fatto. Avete provato a chiacchierare con un ragazzino di 10-11 anni? Vi ricordate come eravamo noi alla loro età? Vi prego non vi ostinate a non vedere, perchè anche il ragazzo introverso, quello che passa troppo tempo chiuso in camera al pc ha un’apertura mentale che noi non potevamo avere, perchè crescono in ambienti differenti: il loro ambiente esterno è una continua fonte di stimoli.

E noi, poveri stolti (scusate ma questa storia del saggio mi piace troppo) continuiamo a guardare quel cazzo di dito che i nostri figli puntano sul tablet, senza guardare a quello che ci sta offrendo la tecnologia.

Proviamo a fare un passo indietro, perchè l’umiltà ci può far solo bene.
Perchè se quando si è cominiciato di parlare di Blue Whale, la maggior parte di VOI ha cercato di nascondersi gridando alla bufala, mentre ragazzini continuavano (e continuano tuttora) a fare quel gioco mortale!

In questa critica, mi metto in prima fila,  e provo a capire dov’è che stiamo sbagliando.

Non sono una psicologa, nè una mamma modello..ma insieme possiamo imparare.

  • Non lasciamo i nostri figli emotivamente soli, mai.
  • Non lasciamo che i nostri figli diventino apatici..perchè l’apatia (a-pathos, senza emozione) fa male solo a pronunciarla.
  • Non incolpiamo gli smartphone e i tablet, ma noi stessi, e dell’utilizzo che ne facciamo.
  • Non pubblichiamo più le foto dei nostri figli neonati mettendoci – per la privacy-  un emoticon sul visino, ma godiamoci quel momento senza pensare a postare sui social.
  • Non critichiamo più il loro presente, perchè non ne siamo all’altezza…ma proviamo a crescere con loro, ad imparare con loro e ad annoiarci con loro.
  • Non diciamo che si stava meglio negli anni ’80, perchè è una cagata pazzesca (vi ricordo che anche la Nintendo e Sega Mega Drive hanno fatto i loro danni)

Nessuno “nasce imparato” dice mia mamma, meno che mai i genitori digitali.
Ma la vostra saccenza infastidisce anche e soprattutto i vostri figli. Un passo indietro, please.

 

*Secondo l’ente di ricerca britannico Yougov, più di 6 ragazzi su 10 tra i 18 e i 29 anni vanno a letto in compagnia dello smartphone, e oltre la metà degli utenti di telefonia mobile (53%) tendono a manifestare stati d’ansia quando rimane a corto di batteria, di credito o senza copertura di rete

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Il 20 aprile 1999 due studenti della Columbine High School si introducono nell’edificio e sparano all’impazzata su tutti, amici e insegnanti.
In uno dei diari dei due ragazzi si legge qualcosa del tipo:”Una volta che iniziamo a uccidere bisogna tenere bene in mente che ci sono almeno 100 persone nella scuola che non devono morire, il resto deve morire.” Perchè loro avevano deciso chi non aveva più il diritto di vivere.

Allo stesso modo, l’ideatore del gioco macabro “Blue Whale” – Philipp Budeikin, dopo l’arresto afferma: “Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi. Un giorno capirete tutti e mi ringrazierete. Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società”

Cambiano le modalità…

Gli strumenti

Le tecniche

Ma lo scopo è lo stesso.

Negli ultimi giorni abbiamo letto e sentito molto sulla storia della Balena Blu, di quanti ragazzi si siano tolti la vita facendo un volo da edifici altissimi per portare a termine questo gioco.
Questo gioco non è qualcosa di “lontano” perchè ideato in Russia! Il web ha annullato le distanze.
Questo gioco è già sui social dei nostri figli. Gira sui loro smartphone e le whatsappate dei loro gruppi.

Questo gioco, se iniziato, sarà il loro ultimo gioco. Perchè se accetti la sfida non si torna più indietro.

I curatori (quelli che ti contattano) sono addestrati, esperti e sanno come manipolarti.
Da alcune interviste rilasciate da genitori delle vittime si capisce che loro prendono possesso anche degli account social, per impadronirsi prima della tua vita virtuale e poi di quella reale.

Mi fa molto male scrivere questo post…mi ha fatto più male guardare i video e tradurre le regole del gioco.
Ma non posso non condividere con voi queste informazioni.

Il gioco della balena blu dura 50 giorni. Quando inizia, inizia il tuo countdown verso la morte.
Giorno 1. Tagliati con un rasoio f57 e invia la foto al curatore

Giorno 2. Svegliati alle 4.20 del mattino e guarda i video psichedelici e horror che ti invia il curatore

Giorno 3. Tagliati le braccia con un rasoio, lungo le vene, non in profondità, solo 3 tagli ed invia la foto al curatore

Giorno 4. Disegna una balena su un foglio e manda la foto al curatore

Giorno 5. Se sei pronto a diventare una balena, scrivi con un rasoio “Si” su una gamba. Se non sei pronto punisciti tagliandoti più volte

Giorno 6. Risolvi l’enigma

Giorno 7. Incidi “f40” sulla tua mano e invia la foto al curatore

Giorno 8. Scrivi #i_am_whale sui social

Giorno 9. Supera le tue paure

Giorno 10. Svegliati alle 4:20 e vai sui tetti, più alto è meglio è

Giorno 11. Incidi una balena sulla tua mano con un rasoio ed invia la foto al curatore

Giorno 12. Guarda video psichedelici e horror tutti i giorni

Giorno 13. Ascolta la musica che ti invia il curatore

Giorno 14. Tagliati il labbro

Giorno 15. Pungi la mano con un ago ripetutamente

Giorno 16. Fai qualcosa di doloroso, qualcosa che ti faccia male

Giorno 17. Cerca il tetto più alto e passa lì un pò di tempo

Giorno 18. Vai su un ponte e stai sul bordo

Giorno 19. Sali su una gru

Giorno 20. Il curatore ti controlla

Giorno 21. Parla con una balena su skype (un altro giocatore o un curatore)

Giorno 22. Vai a letto e siediti sul bordo con le gambe fuori

Giorno 23. Un altro enigma da risolvere

Giorno 24. Segreto

Giorno 25. Incontra una balena

Giorno 26. Ti diranno la data della tua morte e dovrai accettarla

Giorno 27. Svegliati alle 4:20 e vai sulle rotaie di un treno

Giorno 28. Non parlare con nessuno tutto il giorno

Giorno 29. Giura di essere una balena

Dal giorno 30 al giorno 49 . Alzati alle 4:20, guarda video horror, ascolta la musica che ti invia il curatore, fai un taglio al giorno sul tuo corpo e parla con una balena

Giorno 50. Sali su un edificio alto e salta giù → take your life!

Non sono qui a parlare dei problemi, dei motivi che spingono a partecipare i ragazzi a questo gioco…non voglio condividere questo, ora.

Ma vorrei poter creare una catena parallela di genitori. Di genitori consapevoli, informati.
Di genitori che se vedono balene disegnate dai propri figli siano coscienti che potrebbe esserci qualcosa di serio sotto.
Di genitori che utilizzano i social anche per monitorare le attività dei propri figli.

Quanti di voi, dopo aver letto della tragedia Blue Whale hanno provato a digitare l’hastag #I_am_whale su facebook?

Ecco cosa troverete!

Proviamo su Instagram?

#f58

Molti post, per fortuna sono stati segnalati e nascosti…ma qualcosa c’è ancora..

E su Twitter?

Ecco un nuovo concorrente che al #task22 condivide il suo video

Questi sono anche figli nostri!

Abbiamo il dovere di segnalare.

E se oggi la Balena Blu è sotto controllo, domani potrebbe essere un altro hastag, un’altra challenge. E noi dobbiamo esserci.

Per loro.

 

TH1RTEEN R3ASONS WHY non mi ha fatto riflettere sul tema del suicidio degli adolescenti, o mi ha fatto scoprire che il bullismo è una cosa seria…no! L’ho trovato semplicemente una bella serie tv, a tratti un po’ lenta, ma dal messaggio chiaro: coi ragazzi non si scherza! I loro problemi possono sfociare in tragedie in un attimo.

Queste cose noi le sappiamo…il problema è che, forse, troppo spesso le sottovalutiamo pensando “ci siamo passati tutti” …ma i nostri figli vivono anche in un cyber spazio che troppo spesso sta creando danni irreparabili.
Non sono qui per darvi consigli psico-pedagogici* perchè sarei la persona meno competente e meno adatta, ma vi racconto un aneddoto che per me ha significato tantissimo.
Qualche anno fa a Sassuolo, un ragazzo poco più grande di mio figlio si è tolto la vita. Una storia terribile, una cosa del tipo che i genitori sono usciti e quando sono rientrati l’hanno trovato impiccato alla porta dell’armadio della sua cameretta.
Passato il momento di tristezza mista a rabbia, dopo aver saputo della cosa ho pensato come un ragazzino di 14 anni riuscisse da solo a fare un cappio con una sciarpa. E allora vado su youtube e scrivo “come fare un cappio” e tra i primi risultati mi spunta il video tutorial di un ragazzino che spiega in maniera dettagliata come creare questo cappio fai-da-te!
Ho segnalato il video (e vi consiglio di farlo sempre, se trovate video simili) e dopo qualche ora il video è sparito!

Segnala un video con contenuti potenzialmente dannosi su YouTube

Oggi ce ne sono altri, figuriamoci..ma abbiamo gli strumenti “tecnici” per tutelare i nostri figli…perchè non li usiamo o almeno ci proviamo?

E allora cosa possiamo fare per proteggere i nostri figli?

  • Stabiliamo delle regole. Eh sì, proprio come si fa nella vita di tutti i giorni, le regole vanno stabilite anche sull’utilizzo di tablet, pc e telefoni! Io non entro nel tuo spazio, ma tu mi lasci la porta aperta sempre.
  • Utilizziamo gli strumenti forniti dalla rete (e non entro nello specifico di strumenti creati per spiare letteralmente le loro attività online, ma nel caso di dubbi o stranezze possiamo ricorrere a teensafe per esempio, o ai tanti software sviluppati dai genitori per i gentori)
    • Nome utente e password dei nostri figli adolescenti dovrebbero essere a portata di tutti i genitori
    • Attiva Safe Search di Google per le ricerche
    • Attiviamo la modalità con restrizioni su YouTube (vi capiterà spesso che vi diranno che non riescono a vedere un video…tranquilli, glielo mostrate dal vostro telefono)
    • Controlliamo la cronologia di ricerche
    • Attiviamo la cronologia delle posizioni
  • Seguiamoli sui social…ovviamente dobbiamo sforzarci di non essere genitori ingombranti, nessun intervento infelice sulle loro bacheche, nessun tag di foto da bambini…lasciamoli creare le proprie reti sociali monitorando in silenzio.
    Gli abbiamo insegnato fin da piccoli di non “dare confidenza” agli estranei..e lo stesso messaggio deve necessariamente passare anche per i social network! Vedo troppi ragazzini/e con oltre 4000 amici,…ma stiamo scherzando?
  • Occhio a twitter. Non sottovalutate Twitter, e se non ci siete vi consiglio di iscrivervi. Mentre Facebook ha delle “regole” più o meno rispettate sui contenuti e sulle foto pubblicate, su Twitter vi si apre un mondo… Per vedere chi segue vostro figlio andate sul suo profilo e controllate i suoi “Following”
  • I following sono quelli che ha scelto di seguire lui…gli altri sono quelli che seguono vs figlio

  • Social Identity. Lasciamo altrove il discorso se è giusto no condividere la foto su Facebook dei nostri bambini, non dimentichiamo che gli stiamo costruendo un’identità social a loro insaputa. Facebook oggi, e da un po’ di tempo, riesce a taggare nelle foto anche chi non è iscritto. Io, ad esempio, ho due album dedicati ai miei due figli. Ora quando il nano farà il suo ingresso nel mondo di Facebook, avrà già una sua storia bella e pronta: magari ci sono foto imbarazzanti per un adolescente, foto che potrebbero essere usate da qualche amichetto stupido per prenderlo in giro e ferirlo…quindi prima di condividere, prima ancora di pensare a tutta quella merda che si chiama pedopornografia, pensiamo a loro, alla loro social identity.
  • Parliamone sempre. Il fatto che qualcosa succeda su Facebook, non vuol dire che per i nostri figli sia meno importante della vita reale. I nostri figli stanno crescendo in un mondo completamente diverso dal nostro dove virtuale e reale si fondono quotidianamente. Questa nuova forma mentis deve essere sempre tenuta in considerazione nel momento in cui ci poniamo verso di loro.
  •  I gruppi e le chat whatsapp. Qui si entra in una sfera molto particolare, perchè controllare whatsapp vorrebbe dire avere il controllo del loro smartphone, e questa, nonostante le mie precauzioni, mi sembra davvero una violenza, ma dobbiamo spiegare loro l’importanza della condivisione, di inviare e ricevere video, la creazione di gruppi per uno scopo preciso: dobbiamo trasmettere loro che condividere qualcosa solo per farsi due risate alle spalle di qualcuno potrebbe essere pericoloso!

Detto ciò…vi dico le mie 13 ragioni per controllare e aiutare mio figlio in rete..

  1. perchè lasciarti da solo online è come se ti lasciassi per strada di notte
  2. perchè ho visto troppe vite finire per motivi futili legati ai social network
  3. perchè se quandi sei nato ho giurato di seguirti sempre, lo stesso vale anche qui, in questo mondo virtuale
  4. perchè nessuno sa cosa è giusto o sbagliato, ma insieme possiamo capirlo
  5. perchè la gente è strana, soprattutto sul web
  6. perchè il bullismo fa paura, e il cyber-bullismo è anche peggio
  7. perchè la rete è veramente una rete, e quando ci si incastra dentro è difficile uscirne da soli
  8. perchè Tiziana, Nadia, Julia, e tutte le Hannah Baker, meritano questo
  9. perchè chi parla di cyber bullismo pensa solo a parlare del danno e non dell’ignoranza che provoca questo
  10. perchè l’ignoranza, la non conoscenza, fa solo male
  11. perchè io sono online e ci sarai anche tu, e non è assolutamente sbagliato, fare le cose insieme può essere solo costruttivo
  12. perchè dovrai sentirti libero di fare quello che vuoi, ma dovrai essere consapevole che ci saranno sempre delle conseguenze
  13. perchè ogni vittima della rete per me è un colpo al cuore…e tu sei il mio cuore.

 

*Vi consiglio di leggere alcuni spunti interessanti della dott.Grazia Migliuolo di Modena, sul tema “Adolescenti

La dicotomia tra “ciò che siamo” e “ciò che sembriamo” ha da sempre generato la crisi identitaria e la dissociazione dell’Io.
Se Pirandello avesse avuto la possibilità di iscriversi a Facebook probabilmente Vitangelo Moscarda di “Uno, nessuno e centomila” sarebbe un Social Media Manager!

Lo sdoppiamento dell’Io su Facebook genera inevitabilmente crisi di identità: i profili social non sono persone ma vere e proprie maschere pirandelliane, che recitano ruoli imposti da convenzioni sociali e dai propri ideali.
In un’intervista del 1900 Luigi Pirandello formula la teoria della crisi dell’io
Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell’io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell’io.

Proviamo a dirla stile social 2017
Il nostro account social è fatto di foto, video, post, elementi distinti più o meno in rapporto tra loro, i quali possono essere guardati separatamente, ma insieme sono il risultato di una nuova personalità, il nostro profilo, che è fuori dalla coscienza dell’io normale, vive di vita propria, è indipendente da noi e troppo spesso oscura la coscienza normale, anche se a volte coesiste con questa.

In questo senso il profilo social vive nella “forma” della persona, ma non è una persona: i social account  sono schiavi di questa forma fino a quando, per un evento casuale, comprende la propria condizione e a questo punto può solo scegliere se cancellare il proprio account o adeguarsi alla scissione.

La stragrande maggioranza dei profili social presi in esame da anni di test sceglie l’adattamento, ma in tanti decidono di “uscire” definitivamente da Facebook, ad esempio, perchè l’alternativa sarebbe (e non sto esagerando) la pazzia.
Come per l’Enrico IV o Il berretto a Sonagli, dire sempre la verità, la nuda, cruda e tagliente verità, infischiandosene dei riguardi, delle maniere, delle ipocrisie e delle convenzioni sociali.

Se un giorno ci svegliassimo e iniziassimo a commentare senza ipocrisia le foto, i post dei nostri contatti..cosa succederebbe davvero?
Questo comportamento porterebbe all’emarginazione, e in questo caso l’Io si ricongiunge non solo per noi, ma per tutti…e le persone e i profili si scaglierebbero contro di noi: come chiamare questo se non pazzia?

Nel mondo social gli individui non si mostrano mai per quello che sono veramente, ma a seconda del momento, del link o della foto, assumono una maschera diversa che fa di loro profili e non persone.
Con i nostri “amici” possiamo stabilire solo rapporti mediati da atteggiamenti esteriori, dai ruoli che ciascuno è costretto ad assumere per poter “sopravvivere” a suoni di like e condivisioni.
Queste maschere-profilo sono prodotte dalle disposizioni naturali di ciascuno di noi, dalla condizione sociale, dall’educazione, dalla cultura e da tutte quelle convenzioni social-i n cui viviamo.

Facebook – Twitter – Instagram sono un grande palcoscenico sul quale ognuno recita la propria parte, secondo un meccanismo in cui ciascuno finisce per essere la marionetta di se stesso.
Ed è qui che torna il concetto di follia…perchè solo con la follia, rifiutando quindi queste convenzioni social-mente imposte che possiamo riscoprire noi stessi.

Ho diversi profili social* e quando mi loggo in quell’account mi rendo conto che devo adottare un metodo che, scherzosamente l’altro giorno con un amico, ho paragonato al Metodo Stanislavskij, un metodo che si basa sull’approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio da interpretare e quello del profilo.

Abbiamo letto negli anni diversi post sulle tipologie di profili social, alcuni seri, altri scherzosi. Forse qualche tempo fa ho scritto anche io qualcosa sui profili di coppia, per esempio..ma non è quello il punto.
Il punto è un altro: quanto siamo veramente consapevoli della nostra follia?
Quanto siamo realmente riusciti a mascherare delle nostre vite?
E soprattutto, quanto siamo coinvolti dal nostro profilo?

Voi ve lo siete mai chiesti?
Io sì, ogni giorno.

Lo sdoppiamento dell’Io in psicologia si chiama scissione…ma la scissione non è altro che un meccanismo di difesa che consiste nel separare i sentimenti o i pensieri che abbiamo “dentro” e che convivono contrastandosi. Un meccanismo di difesa che molto spesso sui profili social si traduce in “vittima” o “sbruffone” o peggio ancora “sapientone”.

Se cominciaste a valutare così i profili che vi riempiono le Home dei vostri Social, vi assicuro che il vostro modo di leggere i post degli altri cambia radicalmente.

Rendetevi conto di quanto siete ridicoli e folli solo per avere qualche like…
Rendiamoci conto per noi e soprattutto per accogliere i nostri figli, in maniera consapevole, in questo mondo parallelo…

Perchè se la follia di cui parlavo prima potrebbe sfociare in una chiusura di un profilo, resta comunque una follia, seppure temporanea…e la follia associata all’ignoranza (nel senso di non conoscenza) causa danni seri.

 


*non fake - semplicemente gestisco account differenti per lavoro

No vabbè…stiamo rasentando il ridicolo..

Dopo essere stata bannata dal gruppo “Te lo regalo se vieni a prenderlo” adesso mi tocca coi Fatti di seo e con il suo admin espertone del settore..

Sì perchè noi del giro Web sappiamo come gestire pagine e gruppi su Facebook, come moderare o rispondere a tono…

Noi! Evidentemente il tipo che ha creato quel gruppo deve ancora impararlo, perchè seppure si vanta di essere un ESPERTO Seo…poi commette errori da principiante.

Niente di grave…ho solo ricevuto un ping da un sito che secondo me dal titolo prometteva bene… “SeoFatti” dove si fa presente che in troppi si vantano di essere GURU del settore, ma poi ti chiedono che differenza c’è tra una visita e un visitatore su Google Analytics 😉 … e allora scrivo un post sul gruppo di espertoni e sapientoni dal tono molto scherzoso linkando il sito.

Dopo 10 minuti, giuro 10 minuti, cioè dalla serie io sto sempre davanti al pc sperando che succeda qualcosa perchè sono l’admin di un gruppo troppo figo e troppo bello…  il mio post è sparito.

Ho scritto in privato al tipo che amministra il gruppo:


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E fin qua…ci sta pure

ma poi..

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Poverino…mannaggia.

Figlio mio ma tu dalla mattina alla sera fai solo questo?

Mi dispiace aver ferito con qualche battutina e critica…perchè sai nella VITA REALE quelle fanno crescere, e forse ne hai proprio bisogno.

Beh dopo questa breve chat Robertino, ah no scusate, l’admin del gruppo ha deciso di

BLOCCARMI

ELIMINARMI DAL GRUPPO

Ma chist’over fa??

Fatti di Seo.. io direi … Robbè tu ti devi salvare…tu non hai i complessi…tu tien l’orchestra n’cap

Ma quanto è bella la foto della tipa nuda coi i bimbi in braccio??

E quanta polemica è nata?

Ho letto diversi interventi e  commenti, e una diatriba mooolto accesa sull’utilizzo che si fa dei social!!

Ok… allora… io firmo le condizioni d’uso per iscrivermi, che poi sfido chiunque ad elencarmi almeno 3 punti a memoria, e quindi non posso superare i limiti con foto e video perchè la pronografia, i pedofili e tutta una serie di motivazioni più che valide, e da mamma dico che tutelare i propri figli sia la regola numero 1!!

Ma poi cosa ci resta? Un Web (perchè sappiamo bene che la stragrande maggioranza considera i social network come il Web) senza ARTE?

Anastasia Chernyavsky, la fotografa russa, non può stare su facebook…ma tutta la merda che quotidianamente devo nascondere dalla mia bacheca per evitare che mio figlio la guardi, quella non vale????

E il problema non è solo Facebook…ultimamente anche Youtube ne sta facendo di cazzate.

Il nano voleva cercare “video stupidi” per ridere un pò e Zio Google che fa??? Gli suggerisce “Video stupro”
Il piccolo se lo guarda..e poi sconvolto mi racconta la cosa.

E quello si può guardare, che c’è di male. Invece il trailer di un documentario sull’artista Nitsch viene eliminato..perchè i contenuti sono molto forti. Ma dai.

Meno male che c’è Vimeo

Nitsch & Caravaggio Sony XDcam from Emmanuele Pinto on Vimeo.
Google

Troppo spesso mi capita di leggere post  su Facebook  o, ancora peggio sui blog, di esperti del settore che, trovandosi di fronte a un problema, chiedono sotto forma di domanda un consiglio..

Mi spiego meglio, con un esempio..

Se io non sono sicura se l’impatto del pulsantino g+ nelle SERP è rilevante e quanto..io dico:

Ma voi ci avete fatto caso?
Avete trovato qualche incidenza particolare?

E poi vado io a chiedere!! Non che dall’alto del mio profilo seguitissimo o dal mio blog con centinaia di visitatori dico:

Il pulsante g+ ha un’incidenza parzialmente relativa sulle Serp, in particolare se i siti non hanno link di buona qualità in entrata.
Voi cosa ne pensate?

Ecco che tutti fanno a gara per rispondere, per riportare case histories..

Eccallà

Nel prossimo convegno o libro Seo troverete la vostra risposta, che non è più vostra…ahahaha

Non dimentichiamo che con questi presupposti è nato uno dei forum più importanti sulla Seo

A proposito ma a voi come va con il pulsante g+? 😉

te lo regalo se vieni a prenderlo

Da qualche tempo su Facebook c’è questo gruppo (anzi questi, perchè ce n’è uno per ogni regione credo) che nasce da una grandiosa e semplice idea: hai qualcosa che non usi più? Beh te lo regalo se vieni a prenderlo.

Vi dico che ho regalato qualcosa a mamme che avevano bisogno..e sono stata molto contenta.

Ultimamente però ho notato

  • sono molte più le richieste di Cerco che quelle di Offro..e in un periodo di crisi come questo ci sta..
  • su 10000 e passa iscritti io ne vedo attivi una 5o ina
  • i regali vengono assegnati sempre agli stessi (il criterio è uno mette il post e sotto tutti rispondono coda…poi chi ha scritto il post decide a chi darlo)
  • qualcuno che si è permesso di farlo notare è stato allontanato dal gruppo
  • gente che di tanto in tanto (secondo me lo fanno per bilanciare i cerco con gli offro…regala cose improbabili (tipo vaso rotto…o figurina smangiucchiata…ve lo giuro)
  • molti degli iscritti sono iscritti anche a gruppi di vendita usato (fatevi qualche domanda)

La cosa più assurda è l’amministrazione del gruppo.. gestito da admin impazziti che secondo me hanno sì e no il loro profilo su Facebook e di Social non capiscono una mazza!!

Allora..prima di iscriverti al gruppo (che poi è un gruppo chiuso e i famosi admin devono accettare la tua richiesta, manco fosse la loggia p2) ti invitano a leggere il regolamento..

Una serie di bla bla bla…uguali per tutte le regioni..e poi una bella frase che ti avverte che se utilizzi in modo scorretto la bacheca per altri scopi che non siano quelli di “cerco” e “offro”..loro ti cancelleranno il post.

In particolare dagli accordi del gruppo, al punto 4 si legge

La BACHECA non può essere utilizzata per promozioni, commenti personali, discussioni o per lasciare informazioni di qualsiasi genere. Gli eventi correlati al gruppo e le comunicazioni dello staff, fanno eccezione all’indicazione di pubblicare unicamente annunci OFFRO/CERCO;

E va bene

Ma se ti permetti di commentare un post di qualcuno, magari dando un consiglio … ecco che spunta l’admin di guardia che si inserisce nella discussione e ti invita a cancellare tutto il post.

MA COME VI PERMETTETE?

MA SAPETE COME SI GESTISCE UN GRUPPO??

COS’E’ UNO SCHERZO DAI…

Questo lo scambio mail con uno degli admin del gruppo che ancora una volta è entrato in una discussione tra mamme e ha detto di cancellare il post

  • Imma Pinto
    cmq non va bene fidati…
    cancellate pure il mio commento, ma sinceramente fossi in voi farei un corso social
    assurdo “eliminare i post”????????

  • Scusi ma di cosa parla?
  • Imma Pinto
    del suo commento al post sul gruppo. stavamo scherzando sul fatto del girello che nn si apriva o era rotto e lei è intervenuta dicendo cancelli il post. Infatti il post è stato rimosso…ma che atteggiamento è?
  • Io non ho rimosso nulla ma dato solo un consiglio

  • Imma Pinto
    qst consigli spuntano sempre qnd si chiacchiera…nn mi piace. Nn so se tu sei una resp del gruppo ma fidati qst atteggiamento vi sta portando via parecchi iscritti e cmq io nn ho mai visto una cosa del genere i post nn si cancellano mai!
  • E se leggesse regolamento si risponde sotto i cerco solo per offrire un dono, non per dire ad un utente che il girello non regge il figlio perché grasso
  • Imma Pinto
    il post diceva cerco girello pk quello che mi hanno dato su qst gruppo è rotto…ma almeno prima di dire di cancellare …leggete? cmq mi dispiace ma nn mi piace più il gruppo 😦
  • Le ripeto che l utente ha rimosso non noi!!
  • Imma Pinto
    e grazie…voi intervenite per dire “le consiglio di”…cmq nn fa nnt era solo una critica per farvi migliorare
  • Le critiche non si fanno aggredendo (????) gli Admin.Visto il suo atteggiamento e che il gruppo non è più di suo gradimento ne viene allontanata per 10 giorni,se poi volesse rientrare mi contatti. Buona giornata.

Volete un consiglio?

Se volete regalare qualcosa, che è giustissimo fare, uscite per strada e datelo ai bisognosi..

Hai la stessa età di mio figlio 🙂

E proprio come il nano…ogni anno sei cresciuto ed hai fatto grandi cose

 

Sono una brava mamma ma una pessima twitterina…
il compleanno di Twitter l’avevo dimenticato, ringrazio Anna Magri per la segnalazione

Twitter cresce più rapidamente e socialmente 🙂

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