Il 20 aprile 1999 due studenti della Columbine High School si introducono nell’edificio e sparano all’impazzata su tutti, amici e insegnanti.
In uno dei diari dei due ragazzi si legge qualcosa del tipo:”Una volta che iniziamo a uccidere bisogna tenere bene in mente che ci sono almeno 100 persone nella scuola che non devono morire, il resto deve morire.” Perchè loro avevano deciso chi non aveva più il diritto di vivere.

Allo stesso modo, l’ideatore del gioco macabro “Blue Whale” – Philipp Budeikin, dopo l’arresto afferma: “Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi. Un giorno capirete tutti e mi ringrazierete. Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società”

Cambiano le modalità…

Gli strumenti

Le tecniche

Ma lo scopo è lo stesso.

Negli ultimi giorni abbiamo letto e sentito molto sulla storia della Balena Blu, di quanti ragazzi si siano tolti la vita facendo un volo da edifici altissimi per portare a termine questo gioco.
Questo gioco non è qualcosa di “lontano” perchè ideato in Russia! Il web ha annullato le distanze.
Questo gioco è già sui social dei nostri figli. Gira sui loro smartphone e le whatsappate dei loro gruppi.

Questo gioco, se iniziato, sarà il loro ultimo gioco. Perchè se accetti la sfida non si torna più indietro.

I curatori (quelli che ti contattano) sono addestrati, esperti e sanno come manipolarti.
Da alcune interviste rilasciate da genitori delle vittime si capisce che loro prendono possesso anche degli account social, per impadronirsi prima della tua vita virtuale e poi di quella reale.

Mi fa molto male scrivere questo post…mi ha fatto più male guardare i video e tradurre le regole del gioco.
Ma non posso non condividere con voi queste informazioni.

Il gioco della balena blu dura 50 giorni. Quando inizia, inizia il tuo countdown verso la morte.
Giorno 1. Tagliati con un rasoio f57 e invia la foto al curatore

Giorno 2. Svegliati alle 4.20 del mattino e guarda i video psichedelici e horror che ti invia il curatore

Giorno 3. Tagliati le braccia con un rasoio, lungo le vene, non in profondità, solo 3 tagli ed invia la foto al curatore

Giorno 4. Disegna una balena su un foglio e manda la foto al curatore

Giorno 5. Se sei pronto a diventare una balena, scrivi con un rasoio “Si” su una gamba. Se non sei pronto punisciti tagliandoti più volte

Giorno 6. Risolvi l’enigma

Giorno 7. Incidi “f40” sulla tua mano e invia la foto al curatore

Giorno 8. Scrivi #i_am_whale sui social

Giorno 9. Supera le tue paure

Giorno 10. Svegliati alle 4:20 e vai sui tetti, più alto è meglio è

Giorno 11. Incidi una balena sulla tua mano con un rasoio ed invia la foto al curatore

Giorno 12. Guarda video psichedelici e horror tutti i giorni

Giorno 13. Ascolta la musica che ti invia il curatore

Giorno 14. Tagliati il labbro

Giorno 15. Pungi la mano con un ago ripetutamente

Giorno 16. Fai qualcosa di doloroso, qualcosa che ti faccia male

Giorno 17. Cerca il tetto più alto e passa lì un pò di tempo

Giorno 18. Vai su un ponte e stai sul bordo

Giorno 19. Sali su una gru

Giorno 20. Il curatore ti controlla

Giorno 21. Parla con una balena su skype (un altro giocatore o un curatore)

Giorno 22. Vai a letto e siediti sul bordo con le gambe fuori

Giorno 23. Un altro enigma da risolvere

Giorno 24. Segreto

Giorno 25. Incontra una balena

Giorno 26. Ti diranno la data della tua morte e dovrai accettarla

Giorno 27. Svegliati alle 4:20 e vai sulle rotaie di un treno

Giorno 28. Non parlare con nessuno tutto il giorno

Giorno 29. Giura di essere una balena

Dal giorno 30 al giorno 49 . Alzati alle 4:20, guarda video horror, ascolta la musica che ti invia il curatore, fai un taglio al giorno sul tuo corpo e parla con una balena

Giorno 50. Sali su un edificio alto e salta giù → take your life!

Non sono qui a parlare dei problemi, dei motivi che spingono a partecipare i ragazzi a questo gioco…non voglio condividere questo, ora.

Ma vorrei poter creare una catena parallela di genitori. Di genitori consapevoli, informati.
Di genitori che se vedono balene disegnate dai propri figli siano coscienti che potrebbe esserci qualcosa di serio sotto.
Di genitori che utilizzano i social anche per monitorare le attività dei propri figli.

Quanti di voi, dopo aver letto della tragedia Blue Whale hanno provato a digitare l’hastag #I_am_whale su facebook?

Ecco cosa troverete!

Proviamo su Instagram?

#f58

Molti post, per fortuna sono stati segnalati e nascosti…ma qualcosa c’è ancora..

E su Twitter?

Ecco un nuovo concorrente che al #task22 condivide il suo video

Questi sono anche figli nostri!

Abbiamo il dovere di segnalare.

E se oggi la Balena Blu è sotto controllo, domani potrebbe essere un altro hastag, un’altra challenge. E noi dobbiamo esserci.

Per loro.

 

TH1RTEEN R3ASONS WHY non mi ha fatto riflettere sul tema del suicidio degli adolescenti, o mi ha fatto scoprire che il bullismo è una cosa seria…no! L’ho trovato semplicemente una bella serie tv, a tratti un po’ lenta, ma dal messaggio chiaro: coi ragazzi non si scherza! I loro problemi possono sfociare in tragedie in un attimo.

Queste cose noi le sappiamo…il problema è che, forse, troppo spesso le sottovalutiamo pensando “ci siamo passati tutti” …ma i nostri figli vivono anche in un cyber spazio che troppo spesso sta creando danni irreparabili.
Non sono qui per darvi consigli psico-pedagogici* perchè sarei la persona meno competente e meno adatta, ma vi racconto un aneddoto che per me ha significato tantissimo.
Qualche anno fa a Sassuolo, un ragazzo poco più grande di mio figlio si è tolto la vita. Una storia terribile, una cosa del tipo che i genitori sono usciti e quando sono rientrati l’hanno trovato impiccato alla porta dell’armadio della sua cameretta.
Passato il momento di tristezza mista a rabbia, dopo aver saputo della cosa ho pensato come un ragazzino di 14 anni riuscisse da solo a fare un cappio con una sciarpa. E allora vado su youtube e scrivo “come fare un cappio” e tra i primi risultati mi spunta il video tutorial di un ragazzino che spiega in maniera dettagliata come creare questo cappio fai-da-te!
Ho segnalato il video (e vi consiglio di farlo sempre, se trovate video simili) e dopo qualche ora il video è sparito!

Segnala un video con contenuti potenzialmente dannosi su YouTube

Oggi ce ne sono altri, figuriamoci..ma abbiamo gli strumenti “tecnici” per tutelare i nostri figli…perchè non li usiamo o almeno ci proviamo?

E allora cosa possiamo fare per proteggere i nostri figli?

  • Stabiliamo delle regole. Eh sì, proprio come si fa nella vita di tutti i giorni, le regole vanno stabilite anche sull’utilizzo di tablet, pc e telefoni! Io non entro nel tuo spazio, ma tu mi lasci la porta aperta sempre.
  • Utilizziamo gli strumenti forniti dalla rete (e non entro nello specifico di strumenti creati per spiare letteralmente le loro attività online, ma nel caso di dubbi o stranezze possiamo ricorrere a teensafe per esempio, o ai tanti software sviluppati dai genitori per i gentori)
    • Nome utente e password dei nostri figli adolescenti dovrebbero essere a portata di tutti i genitori
    • Attiva Safe Search di Google per le ricerche
    • Attiviamo la modalità con restrizioni su YouTube (vi capiterà spesso che vi diranno che non riescono a vedere un video…tranquilli, glielo mostrate dal vostro telefono)
    • Controlliamo la cronologia di ricerche
    • Attiviamo la cronologia delle posizioni
  • Seguiamoli sui social…ovviamente dobbiamo sforzarci di non essere genitori ingombranti, nessun intervento infelice sulle loro bacheche, nessun tag di foto da bambini…lasciamoli creare le proprie reti sociali monitorando in silenzio.
    Gli abbiamo insegnato fin da piccoli di non “dare confidenza” agli estranei..e lo stesso messaggio deve necessariamente passare anche per i social network! Vedo troppi ragazzini/e con oltre 4000 amici,…ma stiamo scherzando?
  • Occhio a twitter. Non sottovalutate Twitter, e se non ci siete vi consiglio di iscrivervi. Mentre Facebook ha delle “regole” più o meno rispettate sui contenuti e sulle foto pubblicate, su Twitter vi si apre un mondo… Per vedere chi segue vostro figlio andate sul suo profilo e controllate i suoi “Following”
  • I following sono quelli che ha scelto di seguire lui…gli altri sono quelli che seguono vs figlio

  • Social Identity. Lasciamo altrove il discorso se è giusto no condividere la foto su Facebook dei nostri bambini, non dimentichiamo che gli stiamo costruendo un’identità social a loro insaputa. Facebook oggi, e da un po’ di tempo, riesce a taggare nelle foto anche chi non è iscritto. Io, ad esempio, ho due album dedicati ai miei due figli. Ora quando il nano farà il suo ingresso nel mondo di Facebook, avrà già una sua storia bella e pronta: magari ci sono foto imbarazzanti per un adolescente, foto che potrebbero essere usate da qualche amichetto stupido per prenderlo in giro e ferirlo…quindi prima di condividere, prima ancora di pensare a tutta quella merda che si chiama pedopornografia, pensiamo a loro, alla loro social identity.
  • Parliamone sempre. Il fatto che qualcosa succeda su Facebook, non vuol dire che per i nostri figli sia meno importante della vita reale. I nostri figli stanno crescendo in un mondo completamente diverso dal nostro dove virtuale e reale si fondono quotidianamente. Questa nuova forma mentis deve essere sempre tenuta in considerazione nel momento in cui ci poniamo verso di loro.
  •  I gruppi e le chat whatsapp. Qui si entra in una sfera molto particolare, perchè controllare whatsapp vorrebbe dire avere il controllo del loro smartphone, e questa, nonostante le mie precauzioni, mi sembra davvero una violenza, ma dobbiamo spiegare loro l’importanza della condivisione, di inviare e ricevere video, la creazione di gruppi per uno scopo preciso: dobbiamo trasmettere loro che condividere qualcosa solo per farsi due risate alle spalle di qualcuno potrebbe essere pericoloso!

Detto ciò…vi dico le mie 13 ragioni per controllare e aiutare mio figlio in rete..

  1. perchè lasciarti da solo online è come se ti lasciassi per strada di notte
  2. perchè ho visto troppe vite finire per motivi futili legati ai social network
  3. perchè se quandi sei nato ho giurato di seguirti sempre, lo stesso vale anche qui, in questo mondo virtuale
  4. perchè nessuno sa cosa è giusto o sbagliato, ma insieme possiamo capirlo
  5. perchè la gente è strana, soprattutto sul web
  6. perchè il bullismo fa paura, e il cyber-bullismo è anche peggio
  7. perchè la rete è veramente una rete, e quando ci si incastra dentro è difficile uscirne da soli
  8. perchè Tiziana, Nadia, Julia, e tutte le Hannah Baker, meritano questo
  9. perchè chi parla di cyber bullismo pensa solo a parlare del danno e non dell’ignoranza che provoca questo
  10. perchè l’ignoranza, la non conoscenza, fa solo male
  11. perchè io sono online e ci sarai anche tu, e non è assolutamente sbagliato, fare le cose insieme può essere solo costruttivo
  12. perchè dovrai sentirti libero di fare quello che vuoi, ma dovrai essere consapevole che ci saranno sempre delle conseguenze
  13. perchè ogni vittima della rete per me è un colpo al cuore…e tu sei il mio cuore.

 

*Vi consiglio di leggere alcuni spunti interessanti della dott.Grazia Migliuolo di Modena, sul tema “Adolescenti

La dicotomia tra “ciò che siamo” e “ciò che sembriamo” ha da sempre generato la crisi identitaria e la dissociazione dell’Io.
Se Pirandello avesse avuto la possibilità di iscriversi a Facebook probabilmente Vitangelo Moscarda di “Uno, nessuno e centomila” sarebbe un Social Media Manager!

Lo sdoppiamento dell’Io su Facebook genera inevitabilmente crisi di identità: i profili social non sono persone ma vere e proprie maschere pirandelliane, che recitano ruoli imposti da convenzioni sociali e dai propri ideali.
In un’intervista del 1900 Luigi Pirandello formula la teoria della crisi dell’io
Il nostro spirito consiste di frammenti, o meglio, di elementi distinti, più o meno in rapporto tra loro, i quali si possono disgregare e ricomporre in un nuovo aggregamento, così che ne risulti una nuova personalità, che pur fuori dalla coscienza dell’io normale, ha una propria coscienza a parte, indipendente, la quale si manifesta viva e in atto, oscurandosi la coscienza normale, o anche coesistendo con questa, nei casi di vero e proprio sdoppiamento dell’io.

Proviamo a dirla stile social 2017
Il nostro account social è fatto di foto, video, post, elementi distinti più o meno in rapporto tra loro, i quali possono essere guardati separatamente, ma insieme sono il risultato di una nuova personalità, il nostro profilo, che è fuori dalla coscienza dell’io normale, vive di vita propria, è indipendente da noi e troppo spesso oscura la coscienza normale, anche se a volte coesiste con questa.

In questo senso il profilo social vive nella “forma” della persona, ma non è una persona: i social account  sono schiavi di questa forma fino a quando, per un evento casuale, comprende la propria condizione e a questo punto può solo scegliere se cancellare il proprio account o adeguarsi alla scissione.

La stragrande maggioranza dei profili social presi in esame da anni di test sceglie l’adattamento, ma in tanti decidono di “uscire” definitivamente da Facebook, ad esempio, perchè l’alternativa sarebbe (e non sto esagerando) la pazzia.
Come per l’Enrico IV o Il berretto a Sonagli, dire sempre la verità, la nuda, cruda e tagliente verità, infischiandosene dei riguardi, delle maniere, delle ipocrisie e delle convenzioni sociali.

Se un giorno ci svegliassimo e iniziassimo a commentare senza ipocrisia le foto, i post dei nostri contatti..cosa succederebbe davvero?
Questo comportamento porterebbe all’emarginazione, e in questo caso l’Io si ricongiunge non solo per noi, ma per tutti…e le persone e i profili si scaglierebbero contro di noi: come chiamare questo se non pazzia?

Nel mondo social gli individui non si mostrano mai per quello che sono veramente, ma a seconda del momento, del link o della foto, assumono una maschera diversa che fa di loro profili e non persone.
Con i nostri “amici” possiamo stabilire solo rapporti mediati da atteggiamenti esteriori, dai ruoli che ciascuno è costretto ad assumere per poter “sopravvivere” a suoni di like e condivisioni.
Queste maschere-profilo sono prodotte dalle disposizioni naturali di ciascuno di noi, dalla condizione sociale, dall’educazione, dalla cultura e da tutte quelle convenzioni social-i n cui viviamo.

Facebook – Twitter – Instagram sono un grande palcoscenico sul quale ognuno recita la propria parte, secondo un meccanismo in cui ciascuno finisce per essere la marionetta di se stesso.
Ed è qui che torna il concetto di follia…perchè solo con la follia, rifiutando quindi queste convenzioni social-mente imposte che possiamo riscoprire noi stessi.

Ho diversi profili social* e quando mi loggo in quell’account mi rendo conto che devo adottare un metodo che, scherzosamente l’altro giorno con un amico, ho paragonato al Metodo Stanislavskij, un metodo che si basa sull’approfondimento psicologico del personaggio e sulla ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio da interpretare e quello del profilo.

Abbiamo letto negli anni diversi post sulle tipologie di profili social, alcuni seri, altri scherzosi. Forse qualche tempo fa ho scritto anche io qualcosa sui profili di coppia, per esempio..ma non è quello il punto.
Il punto è un altro: quanto siamo veramente consapevoli della nostra follia?
Quanto siamo realmente riusciti a mascherare delle nostre vite?
E soprattutto, quanto siamo coinvolti dal nostro profilo?

Voi ve lo siete mai chiesti?
Io sì, ogni giorno.

Lo sdoppiamento dell’Io in psicologia si chiama scissione…ma la scissione non è altro che un meccanismo di difesa che consiste nel separare i sentimenti o i pensieri che abbiamo “dentro” e che convivono contrastandosi. Un meccanismo di difesa che molto spesso sui profili social si traduce in “vittima” o “sbruffone” o peggio ancora “sapientone”.

Se cominciaste a valutare così i profili che vi riempiono le Home dei vostri Social, vi assicuro che il vostro modo di leggere i post degli altri cambia radicalmente.

Rendetevi conto di quanto siete ridicoli e folli solo per avere qualche like…
Rendiamoci conto per noi e soprattutto per accogliere i nostri figli, in maniera consapevole, in questo mondo parallelo…

Perchè se la follia di cui parlavo prima potrebbe sfociare in una chiusura di un profilo, resta comunque una follia, seppure temporanea…e la follia associata all’ignoranza (nel senso di non conoscenza) causa danni seri.

 


*non fake - semplicemente gestisco account differenti per lavoro

È passato quasi un anno dal mio ultimo post su questo blog..e mi dispiace 😦
Intanto mi sono dedicata ad altri progetti personali e ho scoperto la mia passione smisurata per Jane Austen dedicandole un blog (eh lo so sono poco originale..ma se vi va, fatevi un giro anche qui)

Se non scrivo di Seo e non aggiorno il blog non è per mancanza di voglia/tempo, ma per un forte senso di nausea che provo per moltissimi miei “colleghi”.

Si parla del nostro lavoro solo per sputtanare quello degli altri…faccina-arrabbiata

Si raccontano le proprie vittorie (e credetemi alcune da veri principianti) solo per mostrare ai clienti che le altre Web Agency non sono preparate quanto la loro.

Ma voglia di discutere, di quelle discussioni sane che aiutano a crescere a livello professionale…niente, neanche l’ombra.

Allora io che faccio? Me ne sto nella mia “piccola” realtà fatta di tante soddisfazioni, di esperienze, di test e di risultati senza più intervenire nei forum, su facebook o Dio solo sa dove si incontrano questi maestri del Seo.

Tanti aggiornamenti del settore, tanti cambiamenti in serp che hanno messo a dura prova il nostro lavoro, ma pochi stimoli intellettivi da chi si definisce seo guru.

Lo so, io per prima non ho raccontato niente di interessante…ma mi rifarò, promesso!

 

 

YouTube-icon-full_colorSe non avessi avuto dei figli forse ora non avrei scritto questo post…ma You Tube è il primo social network che i nostri figli incontrano nel loro percorso 2.0, e lascio altrove la polemica SocialSì/SocialNo per i nostri figli, perchè per me sarebbe un controsenso vietare l’accesso ai miei bimbi nel mio mondo.

Su scala mondiale i numeri di visualizzazioni e iscrizioni ai canali di questi tipetti furbi e simpatici sul tubo sono stratosferici…ma io mi concentro sul fenomeno italiano…che credetemi non è da meno.

Primo fra tutti? FaviJ (Lorenzo Ostuni)

Qualche numero? 2.098.154 iscritti 700.869.882 visualizzazioni

Che cosa fa? Niente…parla, gioca e fa faccine buffe!

Su YouTube è il top per i ragazzini…tanto che a breve uscirà al cinema con un film (che ovviamente mi tocca andare a vedere), e poi album delle figurine e un libro (?)

Su Facebook comincia a perdere senso…piace a 621mila persone

E su Twitter…ha 23500 Follower…ma un account che utilizza pochissimo

Perchè questi numeri? Perchè questi tipetti furbetti  sanno bene (e i loro manager ancora meglio) che il loro target di riferimento non è su Facebook o Twitter (prendi per esempio il mio nano) e allora concentrano risorse, sforzi e taaaantaa pubblicità su YouTube.

La cosa tenera è che molti ragazzini guardano i loro video senza un motivo particolare…
è sempre meglio della Tv
Entri in casa sua, ti fai due risate…magari posti un commento e lui nel video successivo ti risponde.

Rientra tutto nell’ottica 2.0

Ma cosa succede se questi ragazzetti escono dal tubo?

Eh niente…sono indifesi e delusi, perchè pensano di aver raggiunto l’apice con 1milione di visualizzazioni all’ultimo video..ma poi in Tv per esempio sono un pò buffi, un pò goffi e salta fuori che non hanno nessuna competenza.
“Manu ma secondo te quanto tempo impiegano a girare, montare e caricare un video?”
“Eh mamma loro ci stanno anche di notte al computer…lo raccontano spesso”
“Ok Manu…ma a quell’età non sarebbe anche carino uscire con gli amici, avere una ragazza e fare tantissime altre cose che stare chiuso in casa?”
“Eh forse è vero”
“Scusa ma tu come definiresti uno che passa tutto il giorno da solo chiuso in camera sua?”
“Uno sfigato”
“Ecco Manu, non è carino dirlo, ma hai capito il concetto”

E questo mi dispiace.
L’altra sera col nano guardavo Xfactor…e all’improvviso il nano fa “oh mamma…c’è Sheffo” (Sharif Elfishawi)
“Manu chi è Sheffo”
“Uno Youtuber che canta benissimo”

Eliminato subito…al provino. 😦

Perchè…perchè se è bravissimo e quando canta una cover riesce ad avere 500mila visualizzazioni… poi va in tv e fa cagare?

Perchè Sheffo non era mai uscito dalla sua cameretta…non aveva cantato senza effetti e caricato video senza modifiche audio post produzione…perchè Sheffo alla fine è un ragazzetto carino che da grande vuole fare il cantante, FaviJ il comico e magari le ragazzine (perchè il fenomeno è anche femminile) diventare delle fashion blogger..

Il problema non sono loro…o i nostri figli che guardano i video

Il problema è il giro di soldi e di pubblicità che c’è dietro.
Entrano i produttori, inseriscono gli sponsor, togliendo quel poco di spontaneità che c’era nei loro video.

L’importante è, come per tutte le cose, formare i nostri figli all’utilizzo cosciente dei Social, fin da YouTube. Perchè erroneamente molti pensano che YouTube sia solo un sito dove guardare dei video (o ascoltare musica) senza capire che abbiamo acconsentito che nostro/a figlia entrasse nel mondo dei Social Network.

Personalmente ho creato un account che gestisce il nano dal suo IPhone e tablet, ma ho la password ed ho inserito i filtri (modalità con restrizioni) per video e immagini.  Non posso negargli l’utilizzo di questo Social ma posso provare a tutelare la sua età.
Ne parlo spesso con lui…di quanto sia importante scindere la vita reale dai canali e dagli youtubers..perchè se prima dovevamo preoccuparci che da grande i nostri figli potessero fare il provino per il grande Fratello, adesso mi spaventa l’idea che comincino a caricare dei video e sperare che ci sia un seguito…

 

seo-donnaFin da bambina ero l’amica dei maschi..quella che si trovava meglio con i maschietti per una questione di praticità, di spontaneità e di…boh non l’ho mai capito.

Resta il fatto che non ho mai avuto l’amica di banco ma sempre gli amici, e quando è iniziata poi l’adolescenza sono iniziati i problemi tra amici-ormoni-amore-casinivari.

Chiusa la parentesi vita privata e adolescenza disastrata…mi rendo conto di fare ancora parte di un mondo di maschi.

Nel mio settore, il meraviglioso mondo SEO, conosco ancora poche donne..o magari io sto sulle palle a loro e quindi non mi richiedono amicizia su Fb nè seguono il mio blog.

Maschi quanti ne vuoi…Femmine boh..ma esistono?

La percentuale è spaventosamente bassa, e questa cosa mi preoccupa..

Anche sui gruppi di settore la loro presenza è veramente scheletrica..

Cioè al massimo se il SEOGURU di turno chiede:
La percentuale del BR da traffico organico NP quando inizia a essere preoccupante? (Cazzata al volo..niente di veramente esistente)
La SEO-femmina al massimo interviene e risponde…. “ihihihihihih”
Oppure..”no vabbè dai…ma che ne parliamo a fare??”

Eh no bella mia.

Parla

Spiegami

Dimmi perchè lavori presso “me stessa” e fai la SEO

Quando il gruppone “Fatti di Seo” ha deciso per quieto vivere di tutti, di allontanarmi dal gruppo, le peggiori cattiverie le ho lette dalle donne..frasi del tipo “ma che vuole questa”, “ma chi è sta tipa” “cosa si fa per 5 minuti di notorietà”…
Tutte colleghe…m’fa piacere…

A quelle tipine inutili del gruppone…non so neanche cosa rispondere…io sto qua e se volete parlare (di Seo) siete le benvenute (dubito fortemente)

Alle altre Donne SEO dico

Olà…facciamoci sentire..dai dai!!
è vero che il nuovo gruppo si chiama Professionisti Seo…ma vale anche se siete Professioniste, giuro!

confusione

Ecco

Mi sento così confusa che ho bisogno di una riorganizzazione interiore.

Vorrei prendermi del tempo per lavorare su alcuni progetti, dedicarmi ai miei figli e leggere qualcosa di bello.

La confusione è piacevole…se all’orizzonte intravedi un senso.

A volte entro in camera dei bimbi e ammiro la loro precisione con la quale hanno tirato giù tutti i loro giocattoli..ma molto spesso sorrido. Sorrido perchè con criterio e organizzazione so benissimo che in 5 minuti rimettiamo tutto in ordine.

Ecco

Criterio e organizzazione.

#sfogopersonale

Beh..che dire?
Finalmente è tornata la quiete dopo la tempesta che si è scatenata sul gruppo facebook “Fatti di Seo” e quindi vuole dire che posso tornare a parlare come sempre..senza preoccuparmi che 1200 persone entrino nel mio blog e mi giudichino per quella che sono-non sono 🙂

Stavo leggendo questo articolo  e mi ha colpito molto una frase che da tempo penso sia fondamentale per chi ogni giorno consiglia ai propri clienti, o colleghi seo il meraviglioso mondo dei link..

That is because search engine optimization is not, never has been, and never will be “all about links”

Cioè in pratica, l’ottimizzazione per i motori di ricerca non è MAI stato e MAI sarà fatta dai link…

Beh voi direte…ma lo sapevamo..eh ma non tutti i seo. A volte ho l’impressione che i link siano troppo sopravvalutati in questo settore, e sappiamo bene in passato cosa hanno portato ai domini che avevano esasperato questa tecnica.

Prima si compravano a pacchetti, in base al PR dei siti..più pagavi più il PR era alto..poi baam! Crollo totale con l’aggiornamento di Google.

Ora stiamo ripartendo in quel senso. Cioè piano piano torniamo a “standardizzare” una procedura che ha già fatto arrabbiare zio G, perchè lui voleva fossero reali, naturali, con un criterio..

Ora, prima di festeggiare per il posizionamento organico che avranno i Tweet, dopo l’accordo con  Google, direi che è il caso di capire come procedere in questo senso, altrimenti rischiamo di fare un passo indietro nel tempo e finire di nuovo “inghiottiti” dalle Serp.

The Only Good Link is the Link You Don’t Talk about..

e ha detto tutto.

 

 

 

 

 

No vabbè…stiamo rasentando il ridicolo..

Dopo essere stata bannata dal gruppo “Te lo regalo se vieni a prenderlo” adesso mi tocca coi Fatti di seo e con il suo admin espertone del settore..

Sì perchè noi del giro Web sappiamo come gestire pagine e gruppi su Facebook, come moderare o rispondere a tono…

Noi! Evidentemente il tipo che ha creato quel gruppo deve ancora impararlo, perchè seppure si vanta di essere un ESPERTO Seo…poi commette errori da principiante.

Niente di grave…ho solo ricevuto un ping da un sito che secondo me dal titolo prometteva bene… “SeoFatti” dove si fa presente che in troppi si vantano di essere GURU del settore, ma poi ti chiedono che differenza c’è tra una visita e un visitatore su Google Analytics 😉 … e allora scrivo un post sul gruppo di espertoni e sapientoni dal tono molto scherzoso linkando il sito.

Dopo 10 minuti, giuro 10 minuti, cioè dalla serie io sto sempre davanti al pc sperando che succeda qualcosa perchè sono l’admin di un gruppo troppo figo e troppo bello…  il mio post è sparito.

Ho scritto in privato al tipo che amministra il gruppo:


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E fin qua…ci sta pure

ma poi..

IMG_6664

Poverino…mannaggia.

Figlio mio ma tu dalla mattina alla sera fai solo questo?

Mi dispiace aver ferito con qualche battutina e critica…perchè sai nella VITA REALE quelle fanno crescere, e forse ne hai proprio bisogno.

Beh dopo questa breve chat Robertino, ah no scusate, l’admin del gruppo ha deciso di

BLOCCARMI

ELIMINARMI DAL GRUPPO

Ma chist’over fa??

Fatti di Seo.. io direi … Robbè tu ti devi salvare…tu non hai i complessi…tu tien l’orchestra n’cap

Com’era sta storia?

Eh boh..mi è venuta in mente pensando gli ultimi periodi lavorativi..

Ma quante persone che parlano di SEO in realtà fanno veramente SEO?? No ma è grave sta storia..è come se un tipo si presenta come medico e ti parla continuamente di cosa è giusto fare per la salute…e poi ti rendi conto che

1. non è laureato in medicina

2.di professione fa tutt’altro

Beh a me sto fatto mi sta leggermente sulle palle!!!

Capisco benissimo che un progetto SEO per un sito Web è qualcosa di così ampio che non puoi stare qui e definirne i ruoli specifici..ma porca pupazza, qua mi sembra che tutti sanno fare questo lavoro.

Il problema principale sta nel fatto che molte persone ignorano che SEO EXPERT è un ruolo ben definito, che comprende una serie di competenze/esperienze che molte perone, mannaggia bubbà, non hanno!!!

Qualche giorno fa ho scritto un post critica sul gruppo su Facebook e vi giuro che i post continuano..e la portata + più o meno la stessa degli esempi che vi ho raccontato.

Ma non fa niente..mi dico, anche perchè cercare scambi di idee professionali veramente interessanti in questi gruppi su Facebook è un pò come pensare che gli amici su Facebook siano come gli amici reali.

Io ho tanti limiti, ma faccio domande, leggo, cerco risposte, provo..sbaglio e ricomincio.

Ecco. Io dai professionisti mi aspetto questo!

Essere Seo per me è come avere in mente il quadro generale prima ancora di cominciare una lavorazione. Significa comunicare delle informazioni utili per il posizionamento ai motori di ricerca, attraverso la supervisione dei testi, ma anche attraverso la struttura stessa del sito. Significa formare il cliente, proprietario del sito Web, a continuare quello che tu hai iniziato con la gestione dei propri contenuti, con la creazione di news o post sui blog. Significa monitorare e intervenire. Significa mettere “mano” al codice del sito. Significa fare un’analisi dei competitor. Significa un sacco di cose, ma molti pensano che per fare questo lavoro basti fare qualche telefonata, e modificare i meta, o peggio riempirsi la bocca con parolone senza senso!

Alla fine contano i risultati. E le serp non mentono.

E allora io respiro fino a 150..sto zitta, e continuo a fare il MIO LAVORO!